È tornato il talismano e il Milan va. Sarà un caso, ma contro la Lazio Adrien Rabiot era squalificato. No Rabiot, Milan sconfitto. Ieri il popolo rossonero di sicuro era più tranquillo: il francese era in campo e con lui i rossoneri hanno fatto 49 punti in 20 partite, media di 2.45 punti. Senza Rabiot titolare il Milan ha fatto 14 punti in 10 gare, solo 1.4 punti a partita. Una differenza sensibile. Esiste un fattore Rabiot, inutile negarlo. Nel bene e nel male. Perché la prima cosa decisiva nel match l’ex Juve la fa, ma non in senso positivo. Sull’1-1 del Toro, è proprio Rabiot a farsi una dormita. Voleva che gli fischiassero un fallo, Fourneau non era d’accordo e il giocatore è rimasto fermo, seduto per terra un po’, prima di rientrare. Ci ha messo una trentina di secondi a riprendere la posizione: troppi. Più che altro perché nel frattempo mancando lui, Vlasic si è ritrovato con una libertà incredibile per manovrare. Alla fine, però, Adrien è riuscito lo stesso a fare la differenza, come al solito. Soprattutto trovando il gol del sorpasso, il numero cinque della sua stagione. E il particolare che rende questo gol più prezioso è che il primo che Rabiot ha segnato a San Siro da giocatore rossonero.
Primo gol a San Siro
Finora era andato in rete solo in trasferta, 4 volte. Il primo della stagione lo aveva segnato a Torino, proprio contro io granata. Poi due a Como, uno a Bologna. Ieri la prima gioia al Meazza. Ovviamente decisiva, considerando che è stata la rete del sorpasso. Con tanto di esultanza un po’ studiata, tipo quella del collega Fofana. Il quale a fine gara è stato votato come migliore della partita. «Dopo il primo tempo abbiamo capito che non eravamo stati aggressivi e siamo tornati in campo con più voglia e abbiamo segnato subito due gol – ha spiegato Fofana a fine match -. L’esultanza era un misto tra quella di Rafa e quella di Pulisic, ho pensato che se avessi fatto la loro esultanza, faccio più gol. Vediamo nelle prossime partite se funziona». Un gol per farsi perdonare dai tifosi, che spesso gli hanno imputato di essere sprecone quando arriva dalle parti del portiere avversario. Stavolta Fofana non ha sbagliato. E probabilmente il suo gol sarebbe stata la prodezza più celebrata, se non fosse arrivato prima Pavlovic a prendersi la palma del gol più bello della serata.
Pavlovic: “Ho fatto di tutto”
Un gol non casuale. «No, no, per me non è un gol fortunato quello di Pavlovic, perché li fa simili anche in allenamento», è la rivelazione di Fofana sulle doti segrete del compagno. «In questa partita ho fatto di tutto, un grande gol, ma ho causato anche un rigore – chiosa Pavlovic -. È un grande gol, ma fortunato. Sul rigore non so cosa dire, io non ho visto Simeone. Diciamo che forse stavolta sono stato fortunato nell’episodio del gol e sfortunato in occasione del rigore». Un contributo importante dalla panchina lo ha dato anche Athekame. «Nella ripresa siamo entrati con cattiveria, a Milanello proviamo sia la difesa a quattro che a cinque – ha dichiarato lo svizzero -. Ma non ho cambiato la partita da solo, tutti abbiamo giocato meglio».
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