Milan, due facce della stessa medaglia: Furlani e Tare
E’ come se a Casa Milan convivessero due anime, una rappresentata dall’amministratore delegato Furlani, che spesso si avvale del parere (e del lavoro) di un agente molto influente nel calcio italiano e internazionale, l’altra dal direttore sportivo Igli Tare, scelto, ricordiamo, inizialmente da Cardinale e Ibrahimovic, ma poi definitivamente portato al Milan da Furlani dopo un casting che aveva visto come prima opzione Paratici. In estate è stato evidente come alcune operazioni siano state portate avanti da Tare, altre da Furlani, magari in ruoli pure simili – un esempio, Jashari e Ricci quando c’era già Modric -; ma pure a gennaio si è ripetuta una scena simile. Tare a fine dicembre ha preso Füllkrug, Furlani a fine gennaio, come noto, ha cercato – con il ds albanese non coinvolto – Mateta, affare poi saltato solo per le condizioni fisiche dell’attaccante francese. E adesso, a sorpresa, ecco spuntare il brasiliano André del Corinthians, operazione confezionata dal solito agente vicino a Furlani.
Allegri e la scelta di Rabiot
E Allegri? Il tecnico, alla prima stagione di questa sua seconda esperienza in rossonero, ha scelto la via dell’aziendalismo puro, accettando la rosa che gli è stata messa a disposizione anche se l’arrivo di Rabiot a fine agosto è stato tutta farina del suo sacco. Per la prossima stagione Allegri si aspetta un organico da scudetto, dunque non solo elementi come André, 19enne di belle speranze, ma pure altri Modric e Rabiot. Quale anima del club lo accontenterà?
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