Avvistati. La loro cena insieme venerdì sera nel cuore di Milano non è passata affatto inosservata. Anzi, si può dire che abbia destato pure una certa curiosità tra le persone presenti al ristorante che hanno, immediatamente, riconosciuto entrambi. E non poteva essere altrimenti. Uno degli agenti di Mateo Retegui (Alessandro Moggi) e il direttore sportivo rossonero Igli Tare vis a vis comunque fa notizia. Nel menù come portata principale il futuro del cannoniere italo-argentino. Un nome che non passa mai di moda dalle parti di via Aldo Rossi, dove hanno dimostrato già in passato di avere un debole per il centravanti classe 1999. Il primo a corteggiarlo era stato il dt Geoffrey Moncada nell’estate 2024, quando il Diavolo era a caccia dell’erede di Giroud. Scelta poi ricaduta erroneamente su Morata, con Rete-gol volato dal Genoa all’Atalanta per 22 milioni più 3 di bonus. Ovvero un terzo della cifra alla quale la Dea l’avrebbe rivenduto solamente dodici mesi più tardi. Ma questa è un’altra storia. Nel giugno dell’anno scorso, infatti, Tare aveva già fatto un tentativo per portare l’ex Tigre al Milan. Troppo alte però le richieste dei bergamaschi, a fronte della faraonica offerta ricevuta dall’Arabia, per inserirsi concretamente nella trattativa e fronteggiare la cascata di petrodollari messa sul tavolo dall’Al-Qadisiya. E così Mateo ha preso la strada del campionato saudita, dove ha già realizzato 15 gol in 25 presenze. Mica male, anche se ogni tanto nel suo cuore fa capolino quella che potremmo rubricare alla voce “nostalgia canaglia”. Verso il grande calcio europeo e in particolare il nostro campionato, che ha svezzato e adottato la punta.
Le richieste economiche e le strategie del Milan per Retegui
E così occhio alle grandi manovre per l’estate. Non è un mistero, infatti, che Max Allegri abbia chiesto ai suoi dirigenti un grande centravanti come principale rinforzo. Uno da 20 gol all’anno, per intenderci. Un Retegui, appunto. Ecco perché la cena amichevole tra due amici calcistici di vecchia data come Tare e Moggi non va sottovalutata. Il Milan sta esplorando le possibili condizioni dell’affare per capire i reali margini di manovra e l’effettiva fattibilità. L’ingaggio attualmente percepito da Mateo all’Al-Qadisiyya (16 milioni netti) è, infatti, totalmente fuori dai parametri rossoneri. Il Diavolo potrebbe potrebbe dargliene 5 più bonus, ma garantirgli un quinquennale. Un’ipotesi di partenza, al netto di un cartellino da 45-50 milioni. A meno che le criticità geo-politiche non inducano al fuggi fuggi generale. A quel punto si potrebbero sviluppare una serie di opportunità per imbastire l’operazione, magari anche un prestito con diritto di riscatto e relativo incentivo all’esodo a coprire parte dell’ingente stipendio. Insomma, ci sarà tempo e modo di parlarne e approfondire la questione. Certamente nel casting rossonero per la maglia numero 9 che verrà lasciata libera da Füllkrug (basse le chance di riscatto dal West Ham) va tenuta d’occhio pure la candidatura di Retegui, che per la terza estate di fila si avvia a far parte dei pensieri milanisti per risolvere l’annosa questione del bomber. L’italo-argentino si affianca a un altro elemento da tempo nei radar rossoneri: Moise Kean, suo partner in Nazionale.
Kean alternativa a Retegui: le valutazioni del Milan
La punta della Fiorentina piace, al netto di una clausola rescissoria che resta elevata (62 milioni) e in relazione alla quale si cercherà un robusto sconto provando a inserire una contropartita tecnica (Camarda?). Il tutto senza però trascurare il problema alla tibia, che negli ultimi mesi ha afflitto il bomber viola. Questione da non trascurare affatto col solerte staff medico del Diavolo (i casi Boniface e Mateta docet). Intanto la caccia al nuovo centravanti è iniziata. Un tormentone irrisolto dall’addio di Giroud e che Allegri si auspica possa trovare soluzione al più presto. Solo con un goleador di spessore il Milan può davvero puntare allo scudetto, come certificato dalle difficoltà avute in questa stagione contro le medio-piccole.
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