MILANO – Non… c’eravamo tanto amati. Milan-Como, se mai ce ne fosse stato bisogno, ha raccontato quanta poca simpatia – eufemismo – ci sia fra Massimiliano Allegri e Cesc Fabregas. Un feeling evidentemente mai scoccato fra i due, “paladini” di due filosofie diverse di vedere il gioco e allenare, il corto-musismo e il “tiki-taka 2.0”. E se all’apparenza i due si sono sempre riempiti di complimenti, a San Siro mercoledì sera è esplosa la bufera. In campo, con una scena tutt’altro che edificante di Fabregas che ha toccato Saelemaekers durante un’azione di gioco e che ha portato a un parapiglia fra le due panchine con la conseguente espulsione di Allegri (rimasto sorpreso della decisione dell’arbitro Mariani) e di due componenti dello staff del Como (l’assistente Perez Castillo e il dirigente accompagnatore Davide Cattaneo).
I precedenti Allegri-Fabregas
Tutti e tre poi squalificati ieri per una giornata dal giudice sportivo. Ma quanto accaduto in campo, ha avuto una coda più che polemica nell’area riservata alle interviste, in particolare sulla porta che conduce alla sala stampa, dove i due allenatori si sono incrociati si sono presi a male parole. Ma facciamo un piccolo passo indietro. Che fra i due non scorra buon sangue, lo si era già capito a Como la sera del 15 gennaio, quando il Diavolo vinse 3-1 una partita dominata per lunghi tratti dai padroni di casa. Fabregas a fine match disse, in sintesi, “le persone a cui piace vedere il calcio e non solo il risultato, penseranno che se rigiocassimo la gara 8 volte su 10 la vincerebbe il Como”, aggiungendo “se penso che questo è il Milan che vedevo da piccolo…”. Una frase evidentemente non gradita da Allegri che, dopo aver salutato freddamente lo spagnolo, si lasciò andare con qualche battuta sarcastica delle sue lasciando lo stadio. Frasi che Allegri ha però poi ripetuto a Fabregas nel faccia a faccia di San Siro, aggiungendo pure qualche insulto. Gli animi, come scritto, si erano già accesi in campo.
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