“La mia preoccupazione non era il
complesso” di via Crescenzago con due torri e un edificio, ma
“gli altri due progetti che si stavano pianificando. Ci saremmo
trovati, alla fine, con 6 grattacieli sul parco Lambro. Sarebbe
diventato come Central Park, con un bell’impatto, con una mole
di grattacieli tutti commercialmente interessanti”.
Lo ha raccontata in aula Michele Sacerdoti, ancora
consigliere del Municipio 3 e vice presidente della commissione
ambiente e territorio, al processo in corso a Milano sul caso
delle Park Towers in cui sono contestati a vario titolo abuso
edilizio, lottizzazione abusiva e falso a carico di 6 persone,
tra cui Andrea Bezziccheri, titolare di Bluestone e tre ex
dirigenti e funzionari dello Sportello Unico Edilizia del
Comune.
Durante la sua testimonianza, Sacerdoti, rispondendo alle
domande del pm Marina Petruzzella, ha ripercorso alcune tappe
della vicenda delle torri di via Crescenzago, aggiungendo che ci
si era trovati davanti alla “questione di come impedire” la
costruzione, ora bloccata, “di altre quattro torri” dopo quelle
edificate e che sono al centro del dibattimento. “Ci saremmo
trovati anche moltissimi abitanti in più” e l’allora assessore
all’urbanistica Giancarlo Tancredi, “disse che era necessario
stabilire un altezza massima” e poi, rendendosi conto” del
problema legato all’aumento di abitanti “fece fare uno studio
d’area che non era prescrittivo ma dava indicazioni di massima”.
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