Dagli interrogatori in Questura a
Milano dei quattro poliziotti indagati per favoreggiamento e
omissione di soccorso si rafforza l’ipotesi di omicidio
volontario a carico dell’assistente capo di 42 anni che ha
sparato e ucciso Abderrahim Mansouri nel boschetto di Rogoredo,
il 26 gennaio. Da quanto si è saputo, davanti al pm Giovanni
Tarzia, gli altri agenti indagati hanno chiarito e precisato
tanti elementi rispetto alle loro testimonianze precedenti. Ne è
emerso un quadro di gestione opaca da parte del 42enne delle
operazioni antidroga e il fatto che quella pistola a salve
potrebbe essere stata messa là successivamente e mai impugnata
dal 28enne.
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