Il racconto in prima persona di
ragazzi che hanno attraversato situazioni di fragilità diventa
teatro-testimonianza con il progetto ‘Non esistono ragazzi
cattivi. Cultura del rispetto: dialogo tra generazioni’, che è
partito oggi dal Multisala di Varese, di fronte a 1300 studenti
delle scuole superiori e alle classi terze delle scuole medie
del territorio.
L’iniziativa è nata dalla sinergia tra Regione Lombardia e
l’Associazione Kayros e al debutto ha partecipato l’assessore
alla Cultura Francesca Caruso. Sul palco, a dialogare con alcuni
giovani della comunità, don Claudio Burgio, cappellano del
carcere minorile Beccaria di Milano e fondatore e presidente
dell’Associazione, e Massimiliano Simari, autore della pagina
social ‘Massi e Mino’.
“Grazie al prezioso lavoro della comunità di don Burgio, – ha
spiegato l’assessore Caruso – il dialogo sul palco diventa uno
strumento concreto in grado di costruire comunità più
consapevoli e aiuta i giovani a uscire da situazioni di
fragilità”.
“Come comunità Kayros – ha aggiunto don Claudio Burgio –
siamo profondamente colpiti dalla straordinaria partecipazione
delle scuole, è un segnale che testimonia un forte bisogno di
ascolto e di confronto autentico. Le testimonianze dei nostri
ragazzi hanno trasmesso un messaggio di speranza concreto:
dimostrano che la rinascita è possibile per chiunque e che il
cambiamento è un’opportunità reale, a prescindere dagli errori
del passato. È fondamentale che i giovani comprendano che
nessuna caduta è definitiva e che, proprio attraverso la
condivisione delle proprie fragilità, si possono costruire nuove
consapevolezze”.
Il percorso prevede altri due incontri serali aperti al
pubblico in programma il 18 marzo al museo MA*GA di Gallarate
(Varese) e il 13 aprile al Teatro Dal Verme di Milano.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti con prenotazione
consigliata.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA











