“Ci fa piacere il forte intervento
del governo italiano. Non sappiamo come questo si estrinsecherà
ma è chiaro che il danno è fatto, non si torna indietro”, ormai
Jacques Moretti è uscito dal carcere grazie al pagamento della
cauzione. Una scelta delle autorità svizzere che lascia
“frustrati” i parenti delle vittime e dei feriti del rogo di
Capodanno a Crans-Montana del locale Le Constellation, di cui è
proprietario. Lo ha spiegato all’ANSA Umberto Marcucci, padre di
Manfredi, uno dei feriti ricoverati a Niguarda, che ha anche
parlato con i genitori di Riccardo Minghetti che è invece
deceduto.
“C’è un senso di frustrazione – ha spiegato Marcucci – sulla
decisione. Un po’ ce l’aspettavamo ma quando arriva…”. Da un
lato “la Confederazione sembra mandare un messaggio che va in
una direzione con il Presidente che ascolta i familiari delle
vittime, e dall’altra non si percepisce la volontà di
riabilitarsi dopo questa tragedia”, come se volesse “nascondere
la polvere sotto il tappeto”. “Sarebbe invece il caso di fare
chiarezza a tutti i livelli”, ha aggiunto, appurando “le
responsabilità anche dei funzionari del Comune di
Crans-Montana”. Dalla Svizzera ci sono stati “tanti segnali non
positivi come la cifra della cauzione” di Moretti di 200mila
franchi. “Se vuoi mandare un messaggio e tenerlo in carcere,
devi stabilire una cauzione molto alta in modo che non possa
arrivare qualcuno a pagarla”, ha aggiunto. Bene quindi la presa
di posizione del governo italiano con la consapevolezza però che
ormai il titolare di Le Constellation è uscito dalla cella. “Non
si torna indietro”, una situazione che fa male non solo alle
vittime italiane e i loro familiari. “Ci sono tante famiglie
svizzere che stanno subendo un danno – ha concluso – dalle
autorità del loro Paese”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA










