Sono state distribuite oltre 12
mila spille gialle con un piccolo-cuore violino come quelle che
portavano i professori d’orchestra della Fenice (e anche il
direttore Michele Mariotti) al concerto di Capodanno per
protesta contro la nomina di Beatrice Venezi a direttore
musicale del teatro veneziano dal prossimo ottobre.
Il comitato nazionale delle fondazioni lirico sinfoniche ha
spiegato come sia diventato popolare quello che era nato come
“un simbolo dell’amore per il proprio lavoro e per il pubblico.
Un gesto silenzioso, ma potente, grazie al quale si è potuta
evitare l’interruzione della programmazione – come accaduto con
il Concerto di Capodanno che è stato regolarmente eseguito –
scegliendo di comunicare il disagio senza danneggiare cittadini
e spettatori”. E ha aggiunto che dall’inizio della mobilitazione
“sono state distribuite oltre 12.000 spille: ne hanno fatto
richiesta lavoratrici e lavoratori dell’Arena di Verona, del
Teatro Regio di Torino, del Teatro alla Scala, dell’Orchestra
Sinfonica Siciliana, dell’Orchestra Rai, studenti e insegnanti
dei conservatori, musicisti, direttori d’orchestra, oltre a nomi
del mondo scientifico, medico, giuridico, professionisti della
cultura e dello spettacolo, professori universitari, cittadini e
pubblico”. E altre “centinaia” sono “arrivate anche in Francia,
Spagna, Germania, Inghilterra e persino in America Latina.
“Questo gesto – ha spiegato il comitato in un post – è
diventato un simbolo condiviso da chi chiede con forza una
visione diversa per il futuro della cultura. Una visione che
vada oltre l’emergenza, che superi le logiche del
sottofinanziamento, che riconosca la cultura come valore
fondante del Paese, risorsa strategica e bene comune da
salvaguardare. La spilla rappresenta tutto questo: una scintilla
di dignità collettiva, una protesta che unisce, la difesa
dell’identità artistica, della competenza tecnica e dell’amore
per la musica. È un modo per dire che la cultura è un bene
comune, non un ambito da sacrificare a logiche estranee alla sua
missione”.
“Non si tratta – ha assicurato – di un attacco a persone, ma
al metodo di gestione che rischia di svuotare le istituzioni
culturali della loro vocazione.
La spilla è il simbolo di chi crede che la cultura italiana vada
sostenuta con risorse certe e visione a lungo termine. Un
piccolo gesto per una grande causa”.
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