(di Sara Bonifazio)
Sport e geopolitica tornano a
incrociarsi, questa volta sul ghiaccio dell’Arena Santa Giulia.
La nazionale maschile di hockey su ghiaccio degli Stati Uniti,
la numero 1 al mondo affronta gli ‘underdog’ della squadra
danese, ottava in classifica. Nell’agone sportivo riverbera il
braccio di ferro che il presidente Donald Trump ha ingaggiato
sulla Groenlandia con la premier Mette Frederiksen che, più o
meno contemporaneamente, gioca un nuovo round alla Conferenza
sulla Sicurezza di Monaco.
L’isola artica “non ha prezzo” dice Frederiksen e per ora tra
Usa e Danimarca si incroceranno solo i bastoni da hockey, la
battaglia è quella per la conquista delle qualificazioni ai
quarti di finale. Il due volte campione olimpico Auston
Matthews, capitano dei Toronto Maple Leafs, è tra i 148
giocatori della Nhl che daranno un tocco di magia a questi
Giochi e gli scommettitori credono sarà lui a regalare al suo
paese il primo oro olimpico nell’hockey su ghiaccio dal 1980. Il
toto politica invece sta addirittura ‘quotando’ come molto
probabile l’arrivo del presidente Donald Trump a Milano tra il
19 e il 22 febbraio per le finali. Gli americani per ora hanno
battuto la Lettonia per 5-1 nella gara d’apertura del Gruppo C
giovedì, mentre la Danimarca ha perso 3-1 contro la Germania.
Nel torneo ci sono altre 8 squadre, Canada, Repubblica Ceca,
Francia, Svizzera (Gruppo A) e Finlandia,, Slovacchia, Svezia e
Italia (ultima nel girone B).
La metafora politica si stempera nell’area di festa che si
respira all’Arena Santa Giulia. “Non parliamo della
Groenlandia. La Groenlandia è Groenlandia e l’hockey è hockey.
Intendo che non mescoliamo sport e politica – dice la tifosa
bionda, a Milano con tutta la famiglia – Siamo qui per lo sport
e per l’esperienza dell’Italia”. Il palazzetto è soldout e trema
sotto i cori ‘U-S-A!U-S-A!’. Un boato accoglie i giocatori
americani che entrano in campo, i danesi non vengono ripagati
con altrettanta sportività e si sente qualche ‘buu’ ma fanno
parlare i goal, appena dopo il fischio segnano il primo punto.
Spirito olimpico e anche un po’ di romanticismo per San
Valentino, lo speaker invita a baciarsi quando inquadrati dalla
kiss cam e il pubblico non si nasconde né si tira indietro.
Sugli spalti bandiere americane e danesi sventolano insieme e la
battaglia è solo quella in campo.
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