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‘Col sì togliamo di mezzo i magistrati’, bufera sulla Bartolozzi

di Redazione News Milano
10/03/2026
‘Col sì togliamo di mezzo i magistrati’, bufera sulla Bartolozzi

Stavolta non sono state le parole di un ministro o l’ultimo video della presidente del consiglio a tenere banco nel dibattito sempre più incandescente sul referendum. Ma le dichiarazioni della capo di gabinetto del Guardasigilli, Giusi Bartolozzi: “Finché la giustizia non ti marchia tu non lo capisci – ha detto in un dibattito su una tv siciliana, TeleColor – Faccio appello a tutti i cittadini che hanno sofferto sulla propria pelle: Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione”.
Frasi che non sono per niente piaciute alla premier, si racconta in ambienti della maggioranza, fortemente contrariata dalle uscite della stretta collaboratrice del Guardasigilli. A rilanciarle sui social sono stati il Pd e la senatrice di Avs Ilaria Cucchi, ospite nella stessa trasmissione del capo di gabinetto. La collaboratrice del ministro “dovrebbe immediatamente dimettersi – hanno detto i leader di Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli – E, se non lo fa, dovrebbe essere il ministro Nordio a cacciarla seduta stante”. Fino a quel momento, il botta e risposta sulla riforma della giustizia aveva girato attorno a un video diffuso in mattinata dalla premier Giorgia Meloni. “Vi dicono andare a votare per mandare a casa il governo – aveva detto dalla terrazza degli uffici Fdi alla Camera – .Usano lo scudo del governo perché non vogliono una riforma che considero sacrosanta. Ma il governo non si dimetterà in caso di vittoria del No”. Per Meloni, “si è creato un clima di forte confusione, polemiche, semplificazioni slogan e talvolta informazioni parziali o peggio completamente distorte”.

Con sarcasmo, il presidente del M5s, Giuseppe Conte, in serata ha proceduto a una sorta di somma algebrica dei due interventi: “Meloni ha speso 13 minuti di video per nascondere quello che Giusi Bartolozzi, il Capo di gabinetto del ministro Nordio, padre della riforma, ha ammesso in tv in pochi secondi”. Le dichiarazioni di Bartolozzi, che risalgono al 7 marzo, hanno fatto cambiare protagonista e traiettoria allo scontro di giornata. A fine febbraio, alla capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio è stato notificato l’atto di chiusura delle indagini per il reato di false comunicazioni ai pm, nell’ambito della vicenda Almasri. “Il penale uccide le persone, rovina la reputazione, uccide le famiglie”, ha detto Bartolozzi a TeleColor. Per poi aggiungere: “Io ho un’inchiesta in corso. Io scapperò da questo Paese. Diciamo la verità, finché le cose non ci capitano sulla pelle, voi non avete idea di che cosa vuol dire, chiaro?”. Qualche ora più tardi, ha chiarito: “Fin dall’inizio della trasmissione ho precisato che la riforma è fatta in favore della magistratura per recuperare la credibilità, che purtroppo ormai è persa. Nel corso del dibattito ho più volte precisato che la gran parte dei magistrati sono eccellenti professionisti, che lavorano nel silenzio della aule e che non cercano ribalte. Solo una piccola parte, purtroppo quella correntizzata, governa però il sistema”. Ma il senso della polemica non è cambiato. “Inaccettabili le parole della Bartolozzi”, ha detto la capogruppo Pd alla Camera, Chiara Braga. Per il M5s, quello di Bartolozzi “è un messaggio eversivo, che chiarisce ancora una volta perché il governo Meloni ha voluto questa riforma: sbarazzarsi della magistratura. Altrettanto eversivo che un’esponente delle istituzioni affermi candidamente di avere in animo di scappare all’estero mentre è indagata”. Ma già il video di Meloni aveva attirato l’attenzione di Conte: “E’ scesa in campo pesantemente per la campagna referendaria. Si è scatenata. E’ un ulteriore dato, una fortissima politicizzazione”. Lapidarie le conclusioni della deputata del Pd, Simona Bonafè, che ha fatto il link fra il video della premier e le parole di Bartolozzi: “In 13 minuti la presidente Meloni ha provato a raccontare le ragioni del sì. In 13 secondi, Giusi Bartolozzi le ha azzerate”. In tarda serata le scuse del Ministro Nordio: “mi dispiace per le parole usate dal mio capo di gabinetto. Anche se pronunciate nel contesto di un confronto televisivo lungo e acceso, quell’affermazione – sottolinea il Guardasigilli -è apparsa un attacco all’intera magistratura. Come è chiaro a chiunque in buona fede, la riforma non indebolisce in alcun modo la magistratura né intende attaccare i magistrati, bensì punta a restituire loro prestigio e autorevolezza. Il mio capo di gabinetto ha già chiarito che si riferiva a una piccola parte di giudici politicizzati e sicuramente non avrà alcuna difficoltà a scusarsi per parole che sono certo non rispecchiano il suo pensiero e la stima che ha della magistratura, di cui, tra l’altro lei stessa fa parte”.

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