Il Venezuela ha chiuso il 2025 con
un’inflazione del 475%, la più alta al mondo, secondo i dati
diffusi oggi dalla Banca centrale del paese (Bcv), che ha
pubblicato per la prima volta dopo oltre un anno l’indicatore
dell’aumento dei prezzi al consumo.
L’inflazione ha colpito soprattutto beni e servizi
essenziali: i prezzi di alimenti e bevande sono aumentati del
532% lo scorso anno, quelli dell’istruzione del 570%, mentre
sanità e affitti sono saliti rispettivamente del 445% e del
340%. Con stipendi medi tra 100 e 300 dollari al mese, compresi
i bonus e i sussidi statali che rappresentano il 90%, molti
venezuelani faticano a sostenere il costo della vita.
Secondo stime indipendenti, per coprire la sola spesa
alimentare servirebbero almeno 700 dollari mensili, tenendo
conto che di fatto a Caracas l’economia è dollarizzata. Gli
economisti prevedono un rallentamento dell’aumento generale dei
prezzi nel 2026, grazie alle nuove prospettive economiche e alla
graduale normalizzazione dei rapporti con gli Stati Uniti.
Previsione confermata dai dati diffusi oggi dalla stessa Bcv,
secondo i quali l’inflazione venezuelana a febbraio è stata del
14,6%, in calo rispetto al 32,6% registrato a gennaio.
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