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Ig Nobel, il premio agli studi scientifici più pazzi del mondo trasloca dagli Usa all’Europa: “Effetto Trump”

di Redazione News Milano
13/03/2026
Ig Nobel, il premio agli studi scientifici più pazzi del mondo trasloca dagli Usa all’Europa: “Effetto Trump”

Le politiche Usa e gli ultimi sviluppi internazionali irrompono anche nel futuro di una delle cerimonie più amate dalla comunità scientifica: l’assegnazione dei cosiddetti Ig Nobel (parodia dei premi Nobel), riconoscimenti destinati agli studi più ‘improbabili’, alla scienza che fa sorridere. L’edizione 2025 potrebbe essere l’ultima celebrata a Boston negli Stati Uniti, almeno per ora. Dopo 35 anni a stelle e strisce, infatti, l’evento traslocherà in Europa e nel 2026 si terrà a Zurigo, in Svizzera, dando il via a un cambiamento potenzialmente permanente. La notizia è stata rilanciata anche da ‘Science’ online. Marc Abrahams, fondatore e maestro di cerimonia del Premio IgNobel e direttore della rivista di umorismo scientifico ‘Annals of Improbable Research’ già da un po’ di tempo stava pensando a questa mossa, per ragioni finanziarie e per il desiderio di ampliare il team di pianificazione dell’evento, ormai invecchiato. Ma l’anno scorso, spiega, l’idea “si è trasformata in qualcosa di diverso, molto più specifico e concreto, quando la situazione negli Usa ha iniziato a diventare folle”.

Gli IgNobel sono concepiti per onorare la scienza che “prima fa ridere, poi riflettere”, come recita lo stesso claim dell’evento. A ogni cerimonia, i vincitori provengono da tutto il mondo. Nel 2025, i membri di 4 dei 10 team che si sono aggiudicati il riconoscimento hanno declinato l’invito a recarsi negli Stati Uniti per la premiazione, citando guerre, restrizioni sui visti e preoccupazioni relative alle politiche di immigrazione e di frontiera, si legge. “Eravamo consapevoli che quest’anno avremmo potuto ritrovarci in una situazione simile”, afferma Abrahams. Ma da settembre in poi, “la situazione è peggiorata notevolmente”. Ci sono stati gli attacchi Usa in Iran. E, si ricorda, i viaggiatori internazionali continuano a essere fermati per essere sottoposti a domande o addirittura respinti al confine statunitense. Da qui l’annuncio di Abrahams, affidato a una nota in cui il ‘papà della cerimonia’ ha scritto che gli IgNobel non potevano “in buona coscienza” chiedere ai vincitori internazionali o ai giornalisti di andare negli Usa.

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“Sono totalmente d’accordo con questa decisione”, afferma Luca Luiselli, scienziato dell’Institute for Development Ecology Conservation and Cooperation, realtà con quartier generale a Roma, vincitore dell’IgNobel 2025 per aver dimostrato che le lucertole arcobaleno africane preferiscono la pizza ai quattro formaggi. L’ecologo ha rifiutato di partecipare alla cerimonia di premiazione dell’anno scorso sia per sovrapposizioni di impegni sia per il timore di essere trattenuto alla frontiera per i suoi post sui social media che criticavano il presidente Donald Trump. “In questo momento, è troppo rischioso per un europeo andare negli Stati Uniti se non è d’accordo con Trump”, aggiunge.

Poco dopo la cerimonia del 2025, dunque, Abrahams spiega di aver contattato alcune università svizzere con cui aveva precedentemente discusso di una potenziale partnership. Quella di Zurigo era ansiosa di ospitare l’evento, e gli IgNobel erano ansiosi di trovare una nuova sede, anche perché l’Eth Domain, che comprende l’Eth di Zurigo, e l’Università di Zurigo si sono offerti di fornire finanziamenti istituzionali (negli Stati Uniti, quasi tutti i finanziamenti provenivano dalla vendita dei biglietti, con il Massachusetts Institute of Technology, l’Università di Harvard e la Boston University che fornivano unicamente una sede). Le opzioni svizzere per le sedi sono paragonabili per dimensioni a quelle statunitensi, circa mille ospiti. E Abrahams spera ora di far ospitare la cerimonia in una diversa città europea ogni due anni.

Trasferirsi in Europa offre un altro vantaggio, la vicinanza, secondo l’analisi dei promotori dell’evento. Sebbene l’Europa imponga ancora alcune restrizioni sui visti, è una destinazione di viaggio molto più vicina di Boston per i vincitori di tutto l’emisfero orientale. Per quanto riguarda gli ‘irriducibili’ sostenitori dell’IgNobel negli Stati Uniti, alcuni hanno già comunicato ad Abrahams che stanno organizzando viaggi a Zurigo. E per i bostoniani che non possono viaggiare all’estero, la Boston University ospiterà un evento nelle settimane successive alla cerimonia di premiazione con vincitori nuovi e passati, premi Nobel e la classica tradizione del lancio degli aeroplanini di carta. “Mi aspetto che a un certo punto” la cerimonia torni Oltreoceano, conclude Abrahams. Ma “visto come stanno andando le cose in questo momento, dubito che succederà nei prossimi anni”.

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